15 giugno 2014

Lascia che sia felice di Hannah Beckerman

Recensione in anteprima

Pubblicato in Recensioni

Ho avuto l’onore di leggere questo libro in esclusiva ed ho il piacere di presentavi la mia recensione. Si tratta di un libro davvero molto bello: Lascia che sia felice di Hannah Beckerman edito da Sperling&Kupfer. 

Lascia che sia felice di Hannah Beckerman

Si dice che se ami qualcuno devi lasciarlo andare. Ma perché Rachel dovrebbe abbandonare un marito perfetto e una figlia adorabile? Sembra una follia, eppure è così che ha voluto il destino: e il cuore di Rachel ha smesso di battere. Tuttavia, sospesa tra questo mondo e l’aldilà, Rachel continua a vegliare sui suoi cari e prova ancora sentimenti. Fino a rodersi di gelosia quando suo marito Max, convinto a fatica dagli amici, inizia a frequentare un’altra donna. Per lui potrebbe essere un nuovo inizio: come può Rachel opporsi, se davvero vuole il suo bene? Dopotutto, amare qualcuno è anche accettare che sia felice senza di te.

La mia recensione

A tutti noi capita, prima o poi, di fantasticare sulla propria morte. Anche se abbiamo (o pensiamo di avere) una salute di ferro. Ma cosa accadrebbe se un giorno ci risvegliassimo lassù ed avessimo la possibilità di vedere come prosegue la vita dei nostri cari quaggiù, senza di noi? È proprio quello che succede a Rachel, la protagonista e voce narrante di questo romanzo d’esordio di Hannah Beckerman, produttrice di cinema e tv. Rachel si ritrova in una nebbia bianca e fredda che talvolta si dirada, lasciando intravedere quello che succede ai suoi cari, prematuramente lasciati per via di una malformazione al cuore che l’ha improvvisamente tradita, portandola via per sempre da suo marito Max e dalla piccola Ellie.
 
Rachel, pur non essendo più in vita, soffre. Soffre per il non poter riabbracciare sua figlia e per non poter sussurrare parole di conforto al marito e alla madre. Si rende conto di essere assolutamente impotente. È solo una spettatrice e non può fare nulla per impedire che gli eventi accadano.
L’andamento dei capitoli segue il corso della rielaborazione del lutto (da parte di Rachel e dei suoi famigliari ancora in vita). Inizialmente c’è lo “Choc” di ritrovarsi, per Rachel, in una dimensione ultraterrena e di smarrimento completo per Max ed Ellie. L’autrice è stata molto brava a descrivere il flusso emotivo di una bimba di 6 anni che, improvvisamente, si ritrova senza la mamma.
 
“Significa che la mamma non tornerà mai più a casa? Mai più? Nemmeno se mi lavo i denti ogni sera e ogni mattina, se vado a letto presto e tengo la mia stanza molto, molto in ordine?
 
Si passa poi alla “Negazione” ovvero al rifiuto di quell’evento negativo. Max, ma soprattutto Ellie, cercano disperatamente di difendersi attivando quel meccanismo per il quale si tende ad allontanare dalla propria mente quel momento che ha cambiato per sempre il corso delle loro vite. Non appena realizzeranno la perdita, quel sentimento diventerà “Rabbia“. Rachel dal suo mondo nebuloso vedrà che, seppur faticosamente, la vita dei suoi cari va avanti anche in sua assenza.
 
“Per la prima volta da quando sono morta capisco che c’è ben di peggio che essere imprigionata qui, con la sola compagnia di me stessa. È guardare il mondo che continua senza di me, e constatare che non ne faccio più parte”
Emerge, dalle parole di Rachel, quella sensazione che ti spinge a credere che tutto ciò che è stato fatto in vita sia stato insignificante, inutile. Anche in quell’altra dimensione, senza un corpo e senza aria nei polmoni, Rachel prova paura, rabbia, si sente inadeguata e, sebbene la sua esperienza di poter controllare il “mondo di sotto” sia un privilegio, preferirebbe cancellare tutto e tornare a riposare in quella nebbia fitta che la circonda e che, diradandosi, le permette di “spiare” quel mondo che ormai non le appartiene più.
Ma la vita va avanti ed è necessario provare a reagire, cercando quelle risposte che sembrano non avere più senso ormai. Si inizia a negoziare con sé stessi, cercando una soluzione, una via d’uscita da questo tunnel infinito (“Contrattazione“). Max cerca di frequentare nuove persone ma è afflitto da sentimenti contrastanti.
“Nonostante i progetti che pensiamo di poter concretizzare, alla fine ci ritroviamo sempre a vivere una vita diversa da quella che avevamo immaginato”
E così i giorni ed i mesi passano, i Natali passano, così come i compleanni, le feste di fine anno di Ellie e si entra in uno stato di “Depressione” nel quale i pensieri razionali si fondono con l’irrazionale. Rachel vorrebbe fare qualcosa per la sua bimba, per suo marito, sua mamma e tutti gli amici che ha lasciato, ma non è possibile. Può osservare ma non può intervenire. Questa legge la tortura ogni volta e la riempie di malinconia. La piccola Ellie è fragile e la sua dolcezza si trasforma in tristezza e pianto.

 

A questa fase, forse la più lunga e difficile, segue quella della “Sperimentazione” nella quale si cerca di trovare il lato positivo nel “nuovo” ed infine la fase di “Accettazione“, dove ci si riavvicina alla propria quotidianità, tentando di lasciar andare la nostalgia verso il passato. Solo in questa fase Max ed Ellie inizieranno a guardare avanti, tornando a vivere e trovando le forze per iniziare nuovi progetti. Per riaccendere l’entusiasmo nella vita bisogna essere pronti a voltare pagina, senza rimpianti ma solo con tanti ricordi.

 

Lascia che sia felice è un romanzo profondamente struggente, che parla dell’amore di una madre verso la propria figlia che non potrà mai più riabbracciare e di una moglie che dovrà lasciar andare tutti i sogni di una vita tanto desiderata. Spesso durante la lettura mi sono chiesta: «Ed io? Come reagirei se accadesse a me?». Il poter vedere cosa succede nel mondo dei vivi mentre tu sei ormai altrove è un privilegio, certo, ma è anche e soprattutto una tortura. Una mescolanza di sentimenti fanno sì che il lettore si immedesimi nella protagonista, Rachel. La gelosia e l’invidia, per coloro che ora invadono quelli che una volta erano i nostri spazi, è umana e forse inevitabile. Ma subentra poi quella forza che ti induce a pensare cosa sia meglio per gli altri,  per le persone che amiamo, accantonando i nostri bisogni, ormai superflui.

 

Quando la vita ti gioca un brutto scherzo e ti sfugge, in un soffio, rubandoti quel futuro che credevi fosse saldamente stretto tra le tue mani, non puoi far altro che lasciar andare, dolorosamente, il tempo verso la sua meta. Lasciare che le cose accadano, semplicemente.

 

Questo romanzo, posato, riflessivo, è ciò che serve per imparare ad assaporare maggiormente tutte le cose, persone, luoghi prima che tutto ci sfugga di mano. Prima che si chiuda il cerchio. Prima che sia troppo tardi.
 
Ho capito che il mio più grande lascito al mondo è l’amore e non c’è eredità più duratura
Lascia che sia felice di Hannah Beckerman

Alessandra Voto© L’angolino di Ale – Riproduzione riservata 

  1. luna ha detto:

    Wow… Ma è meraviglioso!!!

  2. acasadisimi ha detto:

    lei scrive dei romanzi poco impegnativi rispetto ai libri ai quali sei abituata tu…..ma ha un modo di scrivere che mi piace tantissimo, descrive luoghi e situazioni in un modo che ti incolla al libro… il mio preferito è Il Barone! Buona notte!
    Simi

  3. luna ha detto:

    Non so, forse non è proprio il mio gen ere.
    Come stai Ale?
    Come va la vita da sposina? ;-)
    Luna

  4. Luca ha detto:

    bella recensione, come sempre! Buona giornata! ;)

  5. liù ha detto:

    Una gran bella recensione e um bel libro!
    Lo leggerò sicuramente!
    Un abbraccio Ale♥
    liù

  6. vagoneidiota ha detto:

    Ho già il magone.

  7. poesilandia ha detto:

    L’ha ribloggato su Ultima spiaggia dei sognie ha commentato:
    Le recensioni di Ale e sempre fantastiche!!! ♡
    Mi piace!

  8. acasadisimi ha detto:

    mi è piaciuto! probabilmente sarà il prossimo libro che leggerò! finisco la mia amata sveva casati modignani,….poi ti faccio sapere!

  9. mairitombako ha detto:

    sempre interessante leggerti ,,,
    serena serata con affetto

  10. lavespae ha detto:

    L’ha ribloggato su La vespa e…e ha commentato:
    La morte non è niente, sono solo passato nella stanca accanto.. (Cit.)

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