28 novembre 2015

Hugo e Rose di Bridget Foley

Pubblicato in Recensioni

I sogni sono il motore della vita. Attraverso di essi scopriamo noi stessi ed i nostri desideri più profondi. Una vita senza sogni sarebbe piatta, vuota, senza slancio. Non sempre, però, i sogni sono realizzabili e questo può creare frustrazione ed avvilimento.

Rose, fin da bambina, ha sempre incontrato Hugo nei propri sogni. Una ampia spiaggia accoglie fin dal principio i due amici, abbracciandoli con il suo bagliore caldo ed appagante. Quaggiù i due affrontano gioie e difficoltà, sempre tenendosi per mano, come due anime inseparabili. Al risveglio, però, Rose si ritrova in una casa con un marito e due figli, con una vita normale, forse fin troppo.

Hugo e Rose di Bridget Foley

Questa realtà, con la quale si scontra quotidianamente, la opprime come un macigno, soffocando quel senso di libertà catturato durante il sogno. I pochi minuti e le poche ore di sonno ed Hugo non bastano per distoglierla dalla monotonia diurna.

Suo marito ed i figli conoscono questo suo mondo nascosto interiore e la punzecchiano amorevolmente, sapendo che tutto ciò è confinato al mondo onirico. Nel momento in cui Rose, per puro caso, incontrerà nella vita reale quell’uomo sognato per anni, tutti i suoi schemi crolleranno, prendendo strade (concrete o astratte) dalle quali, forse, non si potrà più tornare indietro. 

Bridget Foley, sceneggiatrice americana al suo primo romanzo, ha imprigionato in Hugo e Rose quelle emozioni pure di chi, al risveglio, desidera ardentemente che il suo sogno possa diventare realtà. Tutti noi, almeno una volta nella vita, ci siamo svegliati con quel sapore di libertà e spensieratezza trasmessi da un sogno. Ed abbiamo, anche solo per un attimo, tenuto con noi quel fremito, quella vibrazione positiva lasciataci da quel miraggio, fortemente voluto e creato dalla nostra immaginazione.

Era così bello, lì sull’isola. E, ovviamente, lo era anche lei. Ma nella vita reale…

Quando si sogna ci si sente padroni dell’Universo. Nel sogno tutto è possibile. La nostra identità è traslata in una dimensione nuova, perfetta, della quale ci sembra di percepire persino i profumi. Nel sogno possiamo essere ciò che nel mondo reale non siamo oppure ciò che vorremmo essere.

 Quando la vita reale ti investe con le sue mille problematiche, chiudere gli occhi e lasciare quella tristezza al di là delle palpebre chiuse, sembra essere la soluzione. Anche se non vuole ammetterlo, Rose è insoddisfatta ed incontrare Hugo in quel mondo incantato la fa stare meglio. 

Viveva la sua vita, ma le sembrava di guardarla da fuori, colori sbiaditi, sapori stantii. Il sonno era la sua fuga. Il sonno ed Hugo.

Il ritmo con il quale vengono raccontati gli eventi è lento, disteso; come se il lettore dovesse a sua volta prendere consapevolezza di quel risveglio che tormenta Rose. Ma il risveglio è sempre un duro colpo e l’unico modo per stare meglio è tentare di “traghettare” quel sogno nella vita di tutti i giorni, anche se tutto il mondo attorno a noi tenta di influenzarci, persuadendoci e distogliendoci dalla nostra suggestione.

Hugo rappresenta per Rose una vita di fuga per spostare lo sguardo su qualcosa di bello, appagante. Trovare qualcuno che comprenda realmente i tuoi bisogni ti regala quel senso di completezza che ti mostra le cosa da un’altra prospettiva.

Il sogno come via di fuga

 La loro danza, così perfetta ma dai contorni altrettanto imprecisi, è la dimostrazione che certe cose non succedono senza una ragione. Forse, quella voglia di provare a rendere tangibile un’utopia, è un modo per dare un colpo di coda al proprio destino.

Qualcuno conosce la vera me. Qualcuno mi conosce davvero.

Non è facile inserire questo romanzo in un genere ben definito. Un turbinio di emozioni, sentimenti, ossessioni, movimenti interiori si mescolano in un’atmosfera a metà strada tra il fantastico e l’introspettivo. Ciascun lettore darà una propria interpretazione a questo romanzo, originale e riflessivo, così come ciascuno di noi interpreta un sogno.

Perdere la percezione con la realtà è una trappola che può farci inciampare nel vuoto. Ma provare a ritrovare un legame al di là dei sogni, cercando di colmare quel divario tra mondo onirico e reale, rappresenta anche la bussola per ritrovare la strada e l’entusiasmo di affrontare, una volta per tutte, le proprie paure

Quale rilevanza hanno i sogni…

 A volte il sogno cela semplicemente ciò che in realtà non riusciamo ad afferrare nella nostra vita. Forse si può imparare dai propri sogni. Forse si può agguantare quell’energia e trasfonderla nella vita reale per renderla più piena. Forse ciò che vediamo nei sogni non è poi così perfetto. Forse a ben vedere quei luoghi non sono altro che un desiderio inespresso. Non esiste una città incantata. Il sonno è solo un attimo. 

 Forse la vera fortuna è svegliarsi. Destarsi da quel sogno illusorio ed aprire gli occhi al mondo, riscoprendosi più fortunati di quanto si era immaginato prima di chiuderli. La vera fortuna è sapere di non stare sognando tutto ciò che abbiamo. Respirare l’aria della propria vita è la gioia vera.

Due menti sognanti, smarrite nel terrore, naufragate sulle coste di una terra inventata. I sogni di bambini spaventati in cerca di un riparo.

Alessandra Voto© L’angolino di Ale – Riproduzione riservata 

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