26 ottobre 2017

Proposte di collaborazione indecenti? Rifiuto e vado avanti

Pubblicato in WOR(L)DS VITA DA BLOGGER LIFESTYLE

Proposte di collaborazione indecenti? Rifiuto e vado avantiChi ha un blog o dei canali Social ben avviati lo sa, tutti i giorni arrivano proposte di ogni tipo. Dall’invio di prodotti, ai libri (con mail da far accapponare la pelle), allo scambio link o lavori di ogni genere. In generale, anche se non si gestisce alcun sito, l’universo delle collaborazioni e proposte di lavoro sta diventando davvero una giungla, dalla quale tentare di uscirne “vivi” diventa sempre più difficile.

Prodotti omaggio in cambio di visibilità?

C’è chi, alle prime armi, tende ad accettare di tutto, riempendo casa e cantina di oggetti più o meno utili. È sbagliato? Dopo una riflessione, credo che tale comportamento sia sconveniente e poco professionale. Certo, ultimamente dilaga la tendenza alla “collaborazione a tutti i costi”: da chi si propone ad ogni azienda o chi accetta tutto ciò che gli viene propinato. Se appartieni a questa categoria, fai attenzione! Ti può anche andare bene momentaneamente, ma nel lungo periodo è una pratica che ti si ritorcerà contro.

  La cosa buffa è che alcune aziende per abbindolarti, tentano di farti credere in un ritorno in termini di visibilità. Ma ancora non è ben chiaro chi dà visibilità a chi! A tal proposito ti consiglio di leggere un articolo di Eliana Salvi proprio su questo argomento.

✓  Personalmente ho accettato (e accetto tutt’ora) molte collaborazioni, ma, negli anni, ho imparato a selezionare moltissimo, rifiutando spesso e volentieri prodotti in omaggio, proposte ridicole o poco chiare (o da aziende, a mio parere, non di qualità).

Di recente ho rifiutato (nell’ordine):

  • un tappeto indiano fatto a mano (valore 200€)
  • collane e bracciali a mia scelta dal catalogo dell’azienda (valore indicativo 150€)
  • creme e prodotti viso di una nuova azienda  (valore 130€)
  • prodotti vari (valore 250€)

Mi fermo qui, ma la lista potrebbe andare avanti all’infinito.

Proposte di collaborazione indecenti? Rifiuto e vado avantiTi pago? Sì, in buoni Amazon e figurine

C’è chi pretende di inviarti prodotti omaggio in cambio di: un (o anche due, tre) blogpost, ottomila condivisioni Social, foto di qualità, link do-follow come se piovesse e un pezzo di fegato in omaggio.

C’è chi dice di volerti pagare, ma solo in buoni Amazon, buoni benzina, buoni spesa, buoni della lotteria di Natale della parrocchia, bitcoins, figurine di Harry Potter e dei Super Wings.

Trovo che alcune proposte siano davvero inaccettabili e, probabilmente, anche controproducenti per le aziende stesse. È chiaro l’intento di raggiungere il più vasto numero di utenti possibili a costo (quasi) zero (considerando che il valore del prodotto con il quale vogliono pagarti non ha, ovviamente, lo stesso valore del prezzo di mercato), ma questa tendenza mi dà realmente da pensare sulla serietà dell’azienda. 

➙ Stesso discorso per chi mi propone di scrivere articoli su articoli, dietro il pagamento di un’elemosina. Di recente un sito di viaggi mi ha proposto la redazione di 5 articoli a settimana pagati 5€ l’uno (hai letto bene, 5€!). Probabilmente queste persone o non hanno idea di quanto tempo sia necessario per scrivere un articolo oppure se ne approfittano, sperando che qualcuno prima o poi ci caschi.

No budget? No party!

Un’azienda seria stanzia un budget per gestire progetti di questo tipo. Se voglio creare una campagna marketing adatta alle mie necessità, devo creare un piano ponderato che preveda un compenso, una fee (o chiamiamola come vogliamo) per retribuire in modo adeguato i collaboratori ai quali voglio affidarmi.

Passerà alla storia, ad esempio, il caso Carpisa (del quale magari avrai già sentito parlare). L’azienda in questione ha lanciato qualche mese fa una sorta di concorso, che prevedeva la possibilità di “vincere” uno stage di un mese a fronte dell’acquisto di una borsa della loro collezione autunno-inverno e l’elaborazione di un piano di comunicazione. Praticamente per avere la possibilità di svolgere uno stage presso la loro azienda, dovevi acquistare i loro prodotti e costruire un piano marketing. Nient’altro?

Quello che ci vorrebbe è un bel reset. Da parte delle aziende in primis. Non si può pensare (e sperare) di tirare avanti con collaborazioni fuffa o mezzucci da quattro soldi. Se sei un’azienda seria, devi dimostrarlo anche in questo. Non si può pretendere professionalità e competenze, se dall’altra parte l’azienda vende “aria” (solo per non pagarci sopra le tasse). Noi le tasse le paghiamo (sia chi emette una ritenuta d’acconto e sia chi ha aperto una partita IVA)!

Un lavoro va retribuito. Sempre. Basta con la questione dei buoni e della visibilità, basta con gli stage fino all’età pensionabile, basta con prodotti omaggio che, sì a volte fanno anche comodo, ma non servono per pagare le bollette, basta con le collaborazioni “for free” e con le proposte “presa in giro“.

Proposte di collaborazione indecenti? Rifiuto e vado avanti

Ho imparato a dire NO

Ormai da tempo, ho deciso di seguire un mio criterio nella scelta delle collaborazioni che mi vengono proposte. Non posso (e non voglio) accettare tutto. Ne va della mia professionalità e di anni di esperienza, anche nel web. 

Ora, se dovete propormi una collaborazione, pensate al fatto che per creare un contenuto ci vogliono ore di lavoro (tra la stesura di testi, preparazione ed editing del materiale grafico o fotografico, ottimizzazione in termini SEO, costruzione di un piano editoriale e di un calendario editoriale, ecc.) e le ore di lavoro si pagano! Non posso chiedere al tecnico che mi verrà a fare il controllo della caldaia di accettare “i miei fantastici prodotti” dell’orto in cambio della sua prestazione. Se mi fa piacere, posso preparargli una cassettina di zucchine-bio per fargliele assaggiare, ma sarà un mio dovere pagarlo (in denaro) per il lavoro che svolgerà. Non posso pagare la sua prestazione in zucchine, figurine o buoni Amazon, è chiaro, no?

  E tu? Cosa ne pensi? Ti sei mai trovata/o in una situazione del genere? Come selezioni le collaborazioni che ti vengono proposte?

Alessandra Voto© L’angolino di Ale – Riproduzione riservata 

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