11 giugno 2013

VERNICE FRESCA di ANTONIO GRASSI

Pubblicato in Recensioni

Vernice fresca di Antonio Grassi

Un fantasma aleggia sulla Terra: lo spettro della contaminazione biologica. La responsabilità della scienza è chiamata in causa nel quarto romanzo di Antonio Grassi che propone con Vernice fresca nuovi inquietanti scenari per il nostro futuro. Se infatti la scienza promette di regalarci utili e strepitose scoperte, è dai potenti della politica e dell’economia che deriva la scelta di una ricerca indirizzata al benessere di tutti, oppure alla catastrofe.

Nel libro di Grassi la scienza in questione è la biotecnologia, promossa dall’immaginaria LgB (Life is good Bioresearch), “Moloch padano” di proprietà dei fratelli Tito, Lucio ed Elsa Zanica. A scatenare una sequela di eventi drammatici è la notizia di un presunto incidente di laboratorio occorso alla LgB con conseguente dispersione nell’aria di un virus altamente patogeno. La notizia viene diffusa dal gruppo ambientalista Gst (Gruppo salvaguardia territorio) e dal periodico La Tribuna, quotidiano del borgo a cinquanta chilometri da Milano, fotocopia di Crema, dove risiede il protagonista Duilio Cattaneo,uomo delle operazioni più delicate della LgB. L’intreccio della vicenda, ambientata nell’oggi, presto si rivela più intricato di un dedalo e più pericoloso del salto da un aereo senza paracadute; la trama si dipana grazie all’intervento di attori le cui vite si scontrano e si minacciano vicendevolmente. Co-protagonisti del romanzo sono gli ideali (tutti?) traditi del ’68 e il mondo della provincia, all’interno del quale l’Autore si muove agilmente, smascherandone intrighi, contraddizioni, ipocriti formalismi e supponenza intellettuale.

Il mio primo approccio con VERNICE FRESCA di ANTONIO GRASSI è stato bizzarro. Sarà che il titolo “Vernice fresca” risveglia nella mente un messaggio di allarme del tipo “attenzione! non ti appoggiare” un po’ come quando al parco ti avvicini pericolosamente, con il tuo bel vestitino fresco di bucato, ad una panchina appena verniciata. Ho letto quindi le prime pagine “in punta di piedi”, prestando attenzione a non muovermi a casaccio, proprio per evitare il rischio di “tinteggiatura” accidentale. Con discrezione sono entrata nella LgB, un laboratorio di ingegneria genetica nel quale stanno accadendo fatti strani e poco chiari. Ho conosciuto Duilio Cattaneo, un dipendente del laboratorio che pare essere all’oscuro di tutto ciò che sta accadendo all’interno dell’azienda. Duilio, un fanatico dell’ingegneria genetica, scopre che all’interno della LgB c’è stato un incidente in seguito al quale si è probabilmente diffuso nell’aria un virus letale.

Una volta entrati nel vivo del romanzo svanisce il timore iniziale lasciando il posto a paure ben più radicate. Queste paure si chiamano armi batteriologiche. Una vera e propria guerra biologica incombe sulla cittadina lombarda, sede della LgB.

Duilio cerca di vederci chiaro. Le ipotesi si susseguono ma non vi sono certezze. C’è stato un complotto? Qualcuno sta cercando di incastrarlo?

Non c’è nulla di rassicurante nel romanzo: la parola bioterrorismo spaventa un po’ tutti, fa paura proprio perché è come una mina vagante che non sai precisamente dove e quando esploderà.

Il tema del libro è quanto mai attuale: la scienza semplifica la vita, certo, ma è necessario utilizzarla per scopi non prettamente indispensabili? Modificare la natura può essere pericoloso, ma ci sono sempre persone senza scrupoli che disposte a tutto pur di avere un attimo di gloria.

Il libro è quindi ricco di spunti di riflessione, ma anche ricco di richiami storici e di fatti di cronaca realmente accaduti.

La trama, inquietante ed avvincente, scorre veloce nelle 486 pagine del libro, mettendo nel lettore l’ “ansia” del dover voltare pagina per scoprire cosa è accaduto e se davvero nell’aria c’è un pericoloso virus. Alcune morti inspiegabili rendono il tutto ancora più intricato: un vero e proprio thriller. Nel romanzo non manca anche una componente sentimentale che influenza in qualche modo lo scorrere degli eventi.

L’autore con una completa padronanza lessicale e formale ci fa entrare nel cuore degli eventi con estrema naturalezza. Emerge tra le righe una sorta di “denuncia” ironica nei confronti di chi, per sentire il profumo dei soldi, se ne frega della vita e della salute degli altri; come se un conto in banca con molti zeri fosse più importante della salute di tutti.

La lettura è abbastanza fluida ma non certo semplice o scontata: la terminologia è attenta e ricercata ed a volte ci si trova davanti a termini “tecnici” magari non di immediata comprensione, ma questo certamente non blocca un lettore esigente ed ingordo di scoprire nuove prospettive.

Personalmente ho apprezzato lo stile di Antonio Grassi in quanto ha saputo creare, attraverso un linguaggio rapido e scattante, un immediato contatto con il lettore.

La vicenda si svolge in una apparentemente tranquilla cittadina lombarda, la quale diventa la protagonista indiscussa del romanzo. Questo clima di paese rende ancora più cruda la realtà. È come se l’autore volesse urlarci: “attenzione: nessuno di noi è al sicuro“, perché anche un piccolo paese di provincia può diventare il triste scenario di un disastro ambientale. Soprattutto in un mondo nel quale ricatti e scandali sono all’ordine del giorno.

I personaggi sono descritti alla perfezione; se ne percepiscono gli umori e malumori e si impara a conoscerli sin dalla prima riga. Duilio, il protagonista, è un uomo forte e fragile allo stesso tempo. Il suo passato torna prepotentemente a rimettere in discussione il presente. Anche Duilio si ritroverà pericolosamente in bilico, con la paura di “appoggiarsi” là dove c’è della “Vernice fresca”.

L'autore

Antonio Grassi, giornalista e scrittore, è responsabile della redazione del quotidiano La Provincia di Cremona. Ha pubblicato la trilogia Macramè, L’erba del diavolo, Il cuore batte ancora, romanzi gialli a sfondo sociale e due pamphlet su questioni ambientali: Golflandia e altre storie e Forte Apache.

Il booktrailer di “Vernice fresca” :

Alessandra Voto© L’angolino di Ale – Riproduzione riservata 

  1. Monique ha detto:

    Da biologa convinta non posso che leggere questo libro e affrontare i suoi spunti di riflessione!
    E’ vero che la scienza va “maneggiata con cura”, ma sarebbe poco obiettivo volerne cogliere solo i rischi, considerato, inoltre, che altri settori, ad esempio la tecnologia, non possono dirsi meno pericolosi.

  2. antonio grassi ha detto:

    Complimenti Alessandra per avere colto il significato di Vernice fresca, significato che travalica i confini della storia raccontata.
    Antonio Grassi

  3. luna ha detto:

    Oddio Ale…. sicuramente è interessante, ma ho paura delle eventuali angosce che potrebbe fare scaturire in me!
    Meglio qualcosa di rilassante in questo periodo già per me molto difficile…
    Vieni a leggere il mio post fresco fresco e dimmi se riesco a incuriosirti…
    Baci amica.
    Luna

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