2 novembre 2013

A capotavola di Laura Grandi e Stefano Tettamanti

Storie di cuochi, gastronomi e buongustai

Pubblicato in Recensioni

Quando si parla di tavola, la buongustaia Ale esce dal suo angolino e si fionda sulle varie prelibatezze che offre la casa! Oggi voglio presentarti una sorta di enciclopedia culinaria alternativa. Si tratta di A capotavola di Laura Grandi e Stefano Tettamanti, un bel libro illustrato ricchissimo di storie ed aneddoti interessantissimi su cuochi, gastronomi e buongustai. E tu? A quale categoria appartieni?

A capotavola di Laura Grandi e Stefano Tettamanti

“La buona cucina è un agente morale. Per buona cucina intendo la preparazione coscienziosa del semplice cibo quotidiano, non la più o meno talentuosa elaborazione di oziosi banchetti e piatti eccentrici. Il proposito di un libro di cucina è uno e inequivocabile. Il suo unico obiettivo concepibile non può essere che accrescere la felicità degli esseri umani.” È sorprendente scoprire che l’autore di queste righe è Joseph Conrad, nella prefazione al libro di ricette pubblicato nel 1923 da sua moglie Jessie. “A capotavola” è intessuto di sorprese simili a questa: perché scruta attraverso la lente della passione gastronomica le vite di una galleria di personaggi straordinari.

La cucina è uno dei luoghi più belli e vissuti della casa: è un luogo di ritrovo, di condivisione e di esaltazione dei sensi. È un luogo caldo ed accogliente ed è proprio il luogo sul quale si incentra questo bel libro scritto da due appassionati della buona cucina. Ciascun capitolo è dedicato ad un personaggio ed al suo rapporto con il cibo e la cucina.

Abbiamo personaggi celebri ed altri quasi sconosciuti ai più; personalità politiche, scrittori, giornalisti, scienziati, gastronomi ed anche personaggi di fantasia. Ciascuno di loro ha avuto, in un modo o nell’altro, a che fare con la buona cucina ed è assolutamente interessante  leggere e scoprire le loro storie. Ogni capitolo è ricco di spunti interessanti ed emergono ricordi di vita inediti.

A capotavola“, oltre ad essere ricco di illustrazioni ed appassionanti racconti  di vita, rappresenta anche un contenitore di moltissime frasi e citazioni importanti ed utili per comprendere il significato di questo lavoro di ricerca compiuto dai due autori.

La cucina è fisiochimica, a pensarci, ma rimane formula vana se al mestiere non si aggiunge la poesia, dunque l’amore, l’estro, l’inventiva costante” (Gianni Brera)

La tavola è un conforto per l’animo e non è necessario essere dei masterchef per inventare nuovi piatti o per scrivere un libro di ricette. Il signor Béchamel, ad esempio, era un ricco finanziere e probabilmente non si aspettava nemmeno lui di creare una delle salse più utilizzate per la preparazione di cibi (e noi amanti delle lasagne lo ringraziamo infinitamente!)

Sensibilità, passione ed originalità: sono questi i semplici ingredienti per creare un capolavoro per il palato e non solo. La “scienza” gastronomica è alla portata di tutti ed anche illustri scrittori e filosofi hanno lasciato traccia del loro rapporto con la cucina. Tra le pagine di questo libro scopriamo ad esempio gli “esperimenti” di Alexandre Dumas, le intuizioni di Epicuro, e le origini dell’ appetito vorace di Ernest Hemingway.

Tra le pagine si incontrano tantissimi personaggi come Alessandro Volta,  ed ancora la torta di mele di Nonna Papera fino all’invenzione di quello che oggi è il “dado da cucina” del chimico tedesco Von Liebig. Ma anche Alessandro Volta, Yuan Mei, Agatha Christie, Georges Simenon e tanti altri.

Come dimenticare ad esempio André Michelin: universalmente conosciuto come industriale produttore di pneumatici il quale ha saputo come rilanciare le sorti della sua azienda grazie ad un ingegnoso metodo pubblicitario: un librettino rosso che oggi è diventato un punto di riferimento fondamentale per chi è alla ricerca di un buon ristorante: la guida Michelin.

Il libro è inoltre correlato da alcune ricette di piatti tipici della nostra tradizione, come ad esempio le ricette a base di tartufo nero del famoso compositore Gioacchino Rossini. È interessante e sorprendente leggere come, personaggi impegnati in tutt’altro nella loro vita, hanno saputo lasciare traccia del loro amore per il buon cibo.

Buona tavola non significa solo buon cibo, ma anche buone bevande. I due autori di “A capotavola” ci accompagnano alla scoperta della storia del signor Earl Grey e del suo classico tè aromatizzato al bergamotto fino al racconto della vita di Dom Pérignon, monaco benedettino grazie al quale oggi possiamo degustare le mille bollicine dello champagne.

Leggendo questo libro si ha la possibilità di studiare in modo alternativo il significato di “buona cucina”. Oggi è sufficiente accendere la tv per ritrovarsi subissati di programmi inerenti ricette e leccornie varie e tutti coloro che amano sperimentare in cucina si rivedono in quei grandi chef, i quali talvolta hanno perso l’entusiasmo ed il significato della vera cucina per dedicarsi allo spettacolo e quindi al cosiddetto “show biz” o show business, in altre parole all’industria dello spettacolo.

Ma, secondo voi, si può ridurre tutto ad un’attività economica? Oppure è possibile difendere e conservare intatta la “filosofia” della cucina lasciando che essa ci garantisca quel senso di appartenenza e di amabile familiarità che la contraddistingue?

Trovo sia utile questo testo per riscoprire l’obiettivo primario della cucina che è quello, come disse Conrad, di “accrescere la felicità degli esseri umani” ed io non posso che concordare con il suo pensiero. È stato molto piacevole immergersi tra le pagine di questa piccola enciclopedia e conoscere risvolti originali di vite dedicate, per passione o per caso, ad uno dei piaceri della vita, ovvero la buona tavola ed il buon cibo.

Alessandra Voto© L’angolino di Ale – Riproduzione riservata 

  1. Jerry ha detto:

    Bella recensione Ale! Adoro la cucina, i piatti di una volta quelli preparati con cura e passione e sono d’accordissimo con te sullo scadere di tanti programmi culinari in semplice showbiz… viva la buona tavola!

  2. stefymas84 ha detto:

    Condivido pienamente il tuo pensiero. Volevo ringraziarti perché spesso sei presente sul mio blog (scrivere di passioni84). Grazie.

  3. luna ha detto:

    La buona cucine è qualcosa che unisce!
    Un bacio dolce amica e vieni a trovarmi quando vuoi!
    Luna

  4. mairitombako ha detto:

    wow…meraviglia pure..adoro questi libri e ne ho parecchi perche mi piace cucinare e provare nuove ricette anche da tutte le parti
    ti abbraccio

  5. panelibrienuvole ha detto:

    Ma che bello! Io adoro i libri di cucina! Di questo non avevo mai sentito parlare, mentre degli stessi autori mi ero segnato “Racconti gastronomici” (che ancora non ho letto).
    Sembra davvero molto interessante e al tempo stesso “leggero”, da affrontare in tranquillità, alla ricerca di curiosità storiche e di modo nuovi di intendere la cucina!
    Il proliferare di programmi tv dedicati al cibo mi sembra sinceramente una squallida degenerazione di un aspetto della nostra vita che ha tanti e profondi significati, e che in questo modo viene soltanto svilito. Per me la cucina rimane un mondo essenzialmente emozionale, di ricerca e sperimentazione ma sempre con l’orecchio teso alla mia interiorità…niente a che vedere con il mondo economico!!
    Un bacio!
    Alice

  6. stefymas84 ha detto:

    Qualsiasi storia intessuta con la cucina val sempre la pena leggerla perché entrambi, scrittura e cucina sono due passioni in grado solo di regalarci emozioni.

  7. ogginientedinuovo ha detto:

    Beh, mi è venuta voglia di comprarlo! Nonostante o a causa delle mie scarse doti di cuoca, non so… Ma siccome mangiare mi piace, chissà che non sia la volta buona perché impari anche l’amore per la cucina! Grazie e buon week end :-)

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