15 aprile 2016

Otto di Jean-Christophe Casalini

Luce e ombra

Pubblicato in Recensioni

Credere che la magia possa risolvere tutti i problemi è un grave errore che può portarci a pensare di essere onnipotenti e capaci di qualsiasi cosa. Otto (protagonista del romanzo di Jean-Christophe Casalini) è convinto di poter utilizzare questa sua aspirazione per far fronte alla dura quotidianità. Credendosi il nuovo Houdini del Nord Est, organizza, a Mestre e dintorni, alcuni spettacoli di magia con Anna, la sua fidanzata. Ma dimostrandosi da subito poco talentuoso, non riesce a riscuotere molto successo nei localini dozzinali nei quali, con riluttanza, viene invitato ad esibirsi, senza infamia e senza lode.Otto di Jean-Christophe CasaliniNonostante tutto Otto va avanti, imperterrito, verso la sua meta: la notorietà. Il suo unico nemico è lo specchio. Quell’immagine riflessa di se stesso lo destabilizza, lo devasta dentro. Odia quell’Io che prende forma dentro quella superficie riflettente la quale, senza scrupoli, si prende gioco di lui. Otto lo chiama, con riverenza ed angoscioso rispetto, “il Riflesso“.

Otto di Jean-Christophe Casalini (Foto CC0 License: Pexels.com)Tuttavia quella sua riproduzione speculare gli offre anche l’opportunità di scaricare su di essa tutte le colpe del proprio fallimento. Non è lui ad agire, nel bene o nel male. È l’altro, quello riflesso ad essere il colpevole. La sua firma (.OTTO.) è un palindromo e quei due punti fermi ai lati del nome sono le uniche ancore che lo tengono ormeggiato alla realtà. Una realtà che gli sta sfuggendo di mano e lo sta trascinando nel baratro della violenza. Insensibile e paranoico, sfonderà i limiti del pudore, rivelando la sua rabbia in tutta la sua brutale atrocità.

L’autore Jean-Christophe Casalini, sceneggiatore e produttore multimediale, ha saputo creare un romanzo ipnotico e psichedelico, dal linguaggio ricercato e dai profondi risvolti psicologici. Una lettura forte, dal sapore amaro che, con eleganza stilistica fatta di parole ponderate e perfettamente incastonate, ci propone un viaggio all’interno della mente umana. L’avere paura di se stessi è sintomo di grande disagio ed innesca un processo mentale che frena gli arti ed impedisce di proseguire il proprio cammino di crescita. Otto è prigioniero di se stesso. Otto è un uomo, fondamentalmente solo, che cerca di diventare ciò che in realtà non è, nella vana speranza di riuscire a trovare la sua strada e di poter piacere a tutti.

Io sono in apparenza a tua immagine e somiglianza, ma io sono il tuo esatto contrario perché la luce, che tu cogli nel guardarmi, è quella che non è stata assorbita sul tuo corpo, sulla tua pelle […] Io sono il tuo virtuale opposto luminoso, svincolato dal tuo condizionamento fisico, e come tale io non ho i limiti della materia

Dai contorni gotici ed oscuri, Otto di Jean-Christophe Casalini è una chiara ricerca della verità e di quell’incognita che è lo spettacolo della vita. In quest’ultima, però, non c’è trucco e non c’è inganno. L’unica illusione è quella di credere di essere i padroni del mondo senza nemmeno avere fiducia in se stessi. Ed il risveglio da questa visione onirica sarà fatale.

Io ho errato nel buio… Per scoprire che la luce è dentro di me. Perché io sono!

Riuscirà Otto a rimettere tutto in discussione ed iniziare a prendere consapevolezza delle proprie responsabilità? Sarà sufficientemente forte da liberare se stesso dal pesante fardello che ricopre la sua anima?

Alessandra Voto© L’angolino di Ale – Riproduzione riservata 

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