20 gennaio 2013

Danzando sui vetri rotti di Ka Hancock

Pubblicato in Recensioni

Danzando sui vetri rotti di Ka Hancock

 

Lucy Houston e Mickey Chandler non sembrano destinati a una vita felice: lui è affetto da disturbo bipolare e la famiglia di lei ha accumulato una lunga serie di casi di cancro. Nonostante siano entrambi segnati da un destino che non lascia ben sperare, quando le loro strade si incontrano, la notte del ventunesimo compleanno di Lucy, è subito amore. Cauti a ogni passo, Lucy e Mickey sono determinati a portare avanti la loro relazione, consapevoli di non essere in grado di donare un futuro felice a un possibile figlio. Lui le promette onestà. Lei gli promette pazienza. Entrambi si promettono di rinunciare a essere genitori. Nonostante la decisione dolorosa e difficile di non avere bambini, tutto cambia improvvisamente il giorno del loro undicesimo anniversario di matrimonio, dopo un controllo di routine di Lucy. Ha inizio così una storia unica, in cui nessuna regola conta più e la parola amore assume nuove declinazioni e profonde sfumature.

 

Lucy Houston ha scoperto fin da bambina il significato della parola Morte. La madre gravemente malata di cancro (malattia che ha sterminato anche altri componenti della famiglia) ha lasciato troppo presto lei e le sue due sorelle, Priscilla e Lily.

Le ragazze hanno sempre convissuto con il terrore di aver ereditato qualche brutto male dalla madre. Fortunatamente fino ad ora sono riuscite tutte a crearsi una loro vita, sebbene accompagnata sempre da quella preoccupazione. Lucy incontra Mickey Chandler un bel ragazzo apparentemente forte e sano. Subito Lucy si renderà conto che Mickey è affetto da un disturbo mentale, il disordine bipolare, che induce stati d’ansia e alternanza di momenti di lucidità a periodi di psicosi.

Nonostante l’iniziale contrarietà delle sue sorelle, Lucy innamorata di quest’uomo dalla personalità difficile, decide di sposarlo. La loro vita coniugale è fatta d’amore, gioie, ma anche di momenti duri, che mettono a dura prova il loro amore “imperfetto”. Dopo tutto alcuni matrimoni sono perfetti, mentre altri “assomigliano ad una danza sui vetri rotti” dolorosa e fatta di sacrifici enormi.

La prima regola che si erano prefissati è stata quella del “niente bambini”, per evitare di dare alla luce una creatura che inevitabilmente avrebbe subito le conseguenze della loro difficile situazione di salute. Ma a nulla serviranno le mille precauzioni prese per evitarlo. Il miracolo accade, e Lucy rimane incinta di una bambina. Le emozioni sono sempre più forti ed i due cercano di capire quale sia la cosa giusta da fare. Lucy scoprirà di essere malata, un brutto male le viene diagnosticato e da qui inizierà il calvario per lei e la sua famiglia.

Il loro percorso di vita è accidentato, per nulla semplice, ma profondo e disperato. Le loro parole “sanguinano” e la disperazione prende il primo posto. Il romanzo è incalzante, spietato, devastante così come gli stadi della malattia che si fanno via via più difficili e dolorosi. L’amore tra Mickey e Lucy è caratterizzato da una stabilità precaria, così come la vita, sempre e comunque oscurata da quel sentore di Morte che tormenta la realtà. Il racconto è intervallato da frammenti di un diario, quello di Mickey, nel quale racconta tutto: i suoi sentimenti, la sua instabilità, la razionalità alternata a momenti di panico o di estrema lucidità. Lucy dovrà trovare la forza di affrontare la propria malattia e la “pazzia” del marito, tutto per il bene della preziosa creatura che porta in grembo.

Ma è una lotta contro il tempo, e quest’ultimo è sempre più limitato. I rischi sono enormi, ma è necessario non arrendersi davanti a nulla, anche quando guardandosi allo specchio quella che vedi riflessa non è più la tua immagine, bensì quella di un corpo che soffre. L’insegnamento del suo buon vecchio padre (“La Morte non è la fine”) aiuterà Lucy a trovare dentro di sé le ultime forze e dare, con il respiro e la voce spezzata, le giuste direttive affinché tutto possa andare come lei desidera, per il bene della piccola.

Questa è una storia forte, reale, cruda, appassionante, strappalacrime; adatta a chi non ha paura di leggere l’intero libro con il cuore in gola. E’ impossibile smettere di leggere, di sperare fino alla fine. Il dolore, non solo fisico, dilania i protagonisti ma anche il lettore. Una cosa è certa : la forza dell’amore continuerà a vivere anche dopo la Morte. Ed un piccolo cuore desideroso di vivere potrà cambiare tutto, dando una ragione alla propria esistenza. Ho trovato questo libro davvero intenso e commovente, tagliente come un vetro rotto.

Il lettore spera che, così come una bellissima danza, Danzando sui vetri rotti di Ka Hancock possa non finire mai. Ma la realtà è diversa ed i viaggi, seppur indimenticabili, a volte finiscono; portando con sé molti sentimenti contrastanti che ti accompagneranno per sempre.

[Questa mia recensione è stata pubblicata anche su QLibri]

Alessandra Voto© L’angolino di Ale – Riproduzione riservata 

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