10 ottobre 2013

Guida galattica per gli autostoppisti di Douglas Adams

Pubblicato in Recensioni

Cari terresti, oggi il mio angolino si sposta nello stazio intergalattico di Douglas Adams. Ok, no non vi preoccupate non sono diventata matta del tutto! Ma vorrei darvi la mia opinione sul libro “Guida galattica per gli autostoppisti” il primo volume dell’omonima saga stellare di questo famoso scrittore britannico di fantascienza.

Guida galattica per gli autostoppisti di Douglas Adams

 

Lontano, nei dimenticati spazi non segati nelle carte geografiche dell’estremo limite della Spirale Ovest della Galassia, c’è un piccolo e insignificante sole giallo. A orbitare intorno a esso, alla distanza di centoquarantanove milioni di chilometri, c’è un piccolo, trascurabilissimo pianeta azzurro-verde, le cui forme di vita, discendenti dalle scimmie, sono così incredibilmente primitive che credono ancora che gli orologi da polso digitali siano un’ottima invenzione.

La mia recensione 3Il primo pensiero che ho avuto leggendo le prime pagine di questo libro è stato “ma davvero è stato pubblicato nel 1979?”. L’autore è stato talmente bravo a descrivere oggetti e dispositivi elettronici, da anticipare in modo assolutamente avanguardista tutta la tecnologia che oggi utilizziamo giornalmente. Questo primo libro della serie si presenta davvero come un testo frizzante e divertente.

Il protagonista, Arthur Dent, si ritrova a dover proteggere la sua casa da un’imminente demolizione a causa della necessità di costruire un pezzo dell’autostrada intergalattica che dovrà collegare la Terra con altri pianeti. A nulla servirà disperarsi e sdraiarsi al suolo per evitare l’avanzare delle ruspe. Il suo amico e ricercatore itinerante, Ford Prefect, lo aiuterà a non dare troppo peso ai suoi beni terreni (tra cui la casa) in quanto il mondo sta finire.

Così nel frattempo che l’escavatore distrugge l’ultima parete della casa di Arthur, i due, come se nulla fosse, vanno al bar a prendersi una birra. Qui Ford inizia a spiegare ad Arthur l’importanza di leggere un libro che custodisce gelosamente nella sua borsa; si tratta di una vera e propria guida per chi, come loro, dovrà arrangiarsi nei meandri delle galassie.

Questo manuale (praticamente un eBook!) presenta diverse caratteristiche importanti per chi decida di avventurarsi lassù. Prima fra tutte la frase “Non fatevi prendere dal panico” scritta ben in vista all’inizio del manuale. Ford legge con interesse gli innumerevoli consigli della guida: come dimenticare la bellissima descrizione dell’asciugamano! Forse voi non lo sapevate, ma se vi dovesse capitare di essere autostoppisti nell’Universo la cosa davvero essenziale da portare con sé è proprio un’asciugamano.

 “L’asciugamano è forse l’oggetto più utile che l’autostoppista galattico possa avere. In parte perché è una cosa pratica: ve lo potete avvolgere intorno perché vi tenga caldo quando vi apprestate ad attraversare i freddi satelliti di Jaglan Beta […] ci potete dormire sotto sul mondo deserto di Kakrafoon […] potete usarlo come vela di una minizattera…

L’aspetto che più mi è piaciuto di questo romanzo è il modo in cui l’autore definisce i terrestriun pianeta di menefreghisti” e ancora “una forma di vita così primitiva da credere ancora che gli orologi da polso digitali siano un’ottima invenzione“. In effetti se ci pensiamo bene Douglas non ha tutti i torti: spesso e volentieri noi “terresti” ci accorgiamo dei problemi ma andiamo avanti come se nulla fosse, infischiandocene delle eventuali conseguenze delle nostre azioni. Oppure ci crediamo talmente evoluti da ritenerci i migliori dell’universo. In realtà, molto probabilmente, non è così.

Anche se non sono un’appassionata di fantascienza, devo ammettere di aver apprezzato questo libro per l’umorismo e le brillanti idee dei personaggi. Questi ultimi non si lasciano sopraffare dalla disperazione per l’imminente distruzione del loro pianeta (e per tutti i problemi derivanti) ma al contrario affrontano il tutto con disinvoltura e con un pizzico di ironia.

Guida galattica per gli autostoppisti di Douglas AdamsL’autore risulta essere un precursore di ciò che oggi effettivamente siamo: “dipendenti dai computer“. Se è vero che attraverso questi dispositivi siamo in grado di scoprire molte cose, al tempo stesso è chiaro che la nostra mente è portata a “lavorare” in modo differente, lasciando alla macchina i compiti più ardui.  Sarebbe il caso di ragionarci sopra e capire se ne vale davvero la pena: forse potremmo fare in modo che le macchine ci aiutino, ma che non vadano a sopperire completamente il lavoro umano. Altrimenti aveva ragione Douglas a considerarci dei “cinici terrestri”.

All’interno del libro, tra una risata ed una riflessione, l’autore ci fa capire che il nostro mondo ha provato a lanciarci dei segnali (come ad esempio i delfini, che sapendo dell’imminente distruzione della Terra hanno provato a darci dei segnali, rimasti ovviamente inascoltati dagli impegnatissimi essere umani). Il messaggio dell’autore è quanto mai moderno ed attuale.

Attraverso divertenti teorie i due protagonisti imparano a conoscere la natura dell’Universo ed iniziano ad interrogarsi sulle loro origini terresti e sul significato di infinito.

[…] prima o poi arriva un momento in cui si comincia a sospettare che esista una qualche verità reale, e che, questa verità sia che tutto l’infinito multidimensionale dell’Universo è quasi certamente governato da un branco di pazzi […]

Vogliamo davvero fare, davanti a tutto l’Universo, la figura di quelli che, con disinvoltura, vanno avanti senza curarsi di nulla?

Forse faremmo bene a procurarci anche noi una copia di quella guida galattica con le istruzioni su come vivere davvero su questa Terra. Un buon punto di partenza sarebbe quello di iniziare a farsi le giuste domande, per ottenere le giuste risposte.

Libro assolutamente geniale, che vi consiglio (anche se non avete intenzione di viaggiare nell’iperspazio!) Buona lettura a tutti!

Alessandra Voto© L’angolino di Ale – Riproduzione riservata 

  1. Strawberry ha detto:

    Letto un po’ di anni fa, quando ci ripenso non posso trattenere un sorriso… Douglas un genio…

  2. Donatella ha detto:

    Mi ha sempre incuriosito il titolo, ma non mi sono mai decisa a leggerlo o a vedere il film. Direo che vale la pena! Buona domenica cara, un abbraccio ♥

  3. martisorrentino ha detto:

    Libro geniale e meraviglioso come del resto tutta la “trilogia in cinque libri” di Adams. Bella recensione, complimenti :)

  4. Jane ha detto:

    Un altro dei libri che ho da tempo nella lista delle prossime lettura, ma che non mi sono ancora decisa a iniziare! La tua recensione -molto bella, complimenti- mi ha fatto tornare voglia di dedicarmi a questo romanzo! Mi attira soprattutto la descrizione che fa Douglas degli essere umani, come popolo cinico e superficiale. Per essere fantascienza, su questo punto, purtroppo, non si allontana molto dalla realtà.

    Jane

  5. Papers - Candia ha detto:

    Questo titolo mi aveva incuriosito da un po’, ora sono assolutamente convinta di leggerlo presto. Lo trovo davvero originale e interessante!

  6. luna ha detto:

    Eheheh… sembra davvero carino amica!!!!
    I libri che proponi sono sempre interessanti!
    Guarda che ti aspetto nel mio nuovo post!
    Un bacione.
    Luna

  7. skunkyli ha detto:

    E’ parecchio che ce l’ho lì che aspetta e non mi decido mai a leggerlo, ma dopo questa recensione mi invogli particolarmente!

  8. Erika ha detto:

    E’ una vita che vorrei leggerlo ma ho sempre qualche dubbio! Non so, mi da l’idea di un libro caotico … la tua recensione però dissipa i miei dubbi. Mi sa che la prossima volta esco dalla libreria con questo libro in mano (dopo essere passati alla cassa s’intende ;-) )

  9. Marina ha detto:

    Accurata recensione. Non avevo mai pensato che un asciugamano fosse un oggetto multiuso!!

  10. Mrs Fog ha detto:

    Bella recensione e confermo, ottimo libro. Ho letto anche il seguito ma il primo rimane insuperabile!

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