11 gennaio 2017

Il nido di Cynthia D’Aprix Sweeney

Pubblicato in Recensioni

Non sempre i soldi portano la felicità e lo sappiamo tutti. Anche se talvolta siamo portati a pensare che oltreoceano le cose vadano meglio. Nel romanzo-rivelazione dell’anno, Il nido di Cynthia D’Aprix Sweeney, viene sfatato questo stereotipo.

Ebbene sì, anche i ricchi piangono e i Plumb, egocentrica famiglia newyorchese, sono nei guai fino al collo a causa della mala gestione di un fondo predisposto dal padre a favore dei suoi quattro figli. Quel denaro doveva servire come investimento, come fondamenta per costruire ciascuno il proprio futuro. Un’ eredità da maneggiare con cura ed usare con prudenza. Peccato che il buon Leo, primogenito scapestrato, abbia la cattiva abitudine di vivere con leggerezza, sperperando irresponsabilmente tutto il patrimonio.

Il nido di Cynthia D’Aprix Sweeney

Leo è un generatore seriale di guai. Suo malgrado non riesce a farne andare bene una. Così gli altri tre fratelli, Jack, Bea e Melody, si ritrovano a dover fronteggiare l’emergenza economica, sperando che Leo possa rimettere insieme il denaro per poterlo finalmente suddividere equamente. 

Ciascuno di loro cercherà di tirare l’acqua al proprio mulino, tentando di rimettere insieme i cocci delle loro singole vite tra esistenze insipide, famiglie disordinate, rapporti in bilico. Tra debiti, case ipotecate e prestiti vari si sviluppa un intreccio che non ti aspetti

 L’avidità è cattiva consigliera ed il denaro non ha il potere di risolvere ogni cosa. E mettersi l’uno contro l’altro non è la soluzione. Si crea così un tessuto intricato di inganni e bugie dal quale, per uscirne, si può solo iniziare a dire la verità che, per quanto cruda e dolorosa, è necessaria per mettere a freno quell’egoismo che uccide i sentimenti.

Il nido di Cynthia D’Aprix Sweeney

Essere sicuri di poter tenere tutto sotto controllo è mera utopia. È inutile illudersi. Non esistono “nidi sicuri” nei quali adagiarsi comodamente. Se si vuole ottenere qualcosa è necessario lavorare sodo, anche se la tua ipotetica eredità è sostanziosa. 

Non gli mancavano i lussi, ma le sorprese. Le cose che si potevano comprare con i soldi non contavano; la ricompensa era sentirsi al di sopra di tutti, poter lanciare un’occhiata al di là della recinzione dove raramente l’erba era più verde, ma sempre diversa, e quello che gli piaceva era il contrasto e la possibilità di scelta. 

 A volte la vita di riserva delle seconde occasioni. Crearsi nuovi stimoli permette di spiccare il volo, abbandonando la comfort zone e smettendola di tentare di essere ciò che gli altri vogliono che tu sia. Quando ti accorgi che, tutto sommato, quel “nido” può diventare qualcosa di diverso di un semplice portafoglio, allora tutti i tasselli ritrovano miracolosamente il loro posto. 

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Come fare? Ricominciare da zero, senza nascondersi, senza scappare ma trovando il coraggio di prendersi le proprie responsabilità. A tutte le età si può sbagliare: adolescenti indecisi, genitori insicuri, nonni che sbagliano credendo di fare il bene di tutti. Generazioni a confronto che ci ricordano che “ogni famiglia infelice, è infelice a modo suo” come scrisse Tolstoj. 

Tutti sono a caccia di uno specchio. È psicologia spicciola. Tu vuoi vederti riflessa negli altri. Gli altri, tua sorella, i tuoi genitori, vogliono guardarti e vedersi in te. Vogliono che tu sia un riflesso lusinghiero, e per te vale la stessa cosa. […] Ma non è compito tuo essere lo specchio di qualcun altro.

 Bestseller negli USA, Il nido ha conquistato la vetta in classifica in ben 19 Paesi nel mondo e, a mio parere, è un romanzo imperdibile per gli amanti della serie Brothers&Sisters. Se avete amato le vicende della famiglia Walker non potrete non appassionarvi a questa lettura!

Un misto di storie di ordinaria contemporaneità, nelle quali nessun vincolo rimane tale, lasciando invece il posto alla libertà di esprimersi sotto ogni punto di vista.

Ciò che contava era la capacità di comprendere, la capacità di scegliere.

Questa lettura ci appassiona alle vicende della famiglia Plumb, sottolineando l’esigenza di risolvere i conflitti. Anche, e soprattutto, quelli interni alla nostra famiglia, quelli sui quali dovremmo poter contare sempre.

 Già perché nessun lusso potrà mai eguagliare la fiducia e la stima di un rapporto autentico. Nessun assegno milionario potrà mai regalarci l’abbraccio caldo ed accogliente di una famiglia unita.

Il nido è il ritratto perfetto di una (imperfetta) famiglia allargata in pieno stile newyorchese, che ci ricorda l’importanza dell’onestà, della comunicazione e del rispetto reciproco. 

Alessandra Voto© L’angolino di Ale – Riproduzione riservata 

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