16 ottobre 2017

Come non odiare tuo marito dopo i figli di Jancee Dunn

Pubblicato in Recensioni WOR(L)DS Mamme & Bimbi

L’arrivo di un figlio è un cambiamento radicale. Imparare a destreggiarsi tra nuovi (e vecchi) impegni, far fronte al nuovo carico di stress (e ore di sonno perse) non è sempre facile e a risentirne è principalmente il rapporto con chi ci sta vicino. In Come non odiare tuo marito dopo i figli di Jancee Dunn ho trovato moltissimi spunti di riflessione sull’argomento.

  Se prima il rapporto con il partner era al centro di tutto, con l’arrivo del bebé, il livello di soddisfazione coniugale cala sensibilmente. Ecco perché è fondamentale fare un esame della propria situazione e chiarire fin da subito i ruoli di ciascuno.

Come non odiare tuo marito dopo i figli di Jancee Dunn

Le madri di oggi

Oggi le madri sono sempre più indaffarate: lavoro, casa, famiglia. Cosa fa arrabbiare le mamme? La risposta è semplice! Si arriva a fine giornata stremate e, talvolta, capita che tuo marito, non sapendo le mille cose che hai gestito e trovando qualche gioco fuori posto o la cena non ancora pronta, ti chieda: «Che cosa hai fatto tutto il giorno?».

Oppure quando preghi tuo marito di fare qualcosa e lui, con la tranquillità di un bradipo, risponde: «un attimo, lo farò tra poco» o facendo addirittura finta di non aver sentito.

  Insomma, l’esplosione di rabbia è dietro l’angolo e, giorno dopo giorno, questa situazione genera rancore e ansia. Le liti tra i genitori non fanno bene a nessuno , men che meno ai bambini, i quali possono reagire a loro volta negativamente. Ma alla lunga è un sistema che ti intrappola: io ti chiedo una cosa, tu fai finta di nulla, io mi arrabbio o accumulo tensione e sprigiono negatività. 

I padri di oggi

L’atteggiamento dei padri è molto cambiato nel corso delle generazioni. Non sono più passivi osservatori, bensì degli attenti e scrupolosi genitori che collaborano (o cercano di collaborare) attivamente. Nonostante ciò, noi madri sappiamo essere particolarmente esigenti e spesso pretendiamo troppo. 

  Inoltre i padri hanno lo straordinario potere di gestire solo le cose divertenti, lasciando alle madri i compiti più ingrati e noiosi (dal cambio bimbo-scagazzato fin dietro le orecchie al doversi alzare se il bimbo piange nella notte). Sarà un caso?

  La questione del ménage domestico è tutt’altro che semplice, ma riuscire a controllare il nostro stato d’animo diventa davvero un obbligo, nei confronti dei nostri figli e nel clima dell’intera famiglia.

Come uscirne?

Per evitare che la situazione degeneri e per ridurre le ostilità tra moglie e marito, è utile attuare qualche accorgimento. Jancee Dunn ci consiglia, ad esempio, di:

  • stabilire subito chiaramente quali sono i compiti di ciascuno
  • non trovare sempre da ridire su tutto (dal cambio di pannolino all’abbinamento dei vestiti. Si sa, gli uomini non sempre sono ferrati sull’argomento!)
  • smetterla di calcolare tutto, minuto per minuto
  • lasciarci aiutare: le mamme tendono a voler fare tutto da sole, ma a volte delegare diventa indispensabile
  • smetterla con il perfezionismo a tutti i costi
  • dare ai papà l’opportunità di prendere più spesso l’iniziativa
  • imparare a chiedere, senza aspettare invano che sia tuo marito a capire quando hai bisogno di aiuto
  • non considerare le incombenze giornaliere come uno spreco di tempo, ma cercare di essere sempre presente in ciò che si fa.

Grazie a questo libro, tra l’altro davvero molto ironico e spiritoso, possiamo capire che la soluzione è più semplice di ciò che si pensi. Anche dopo la nascita di un figlio è indispensabile continuare a coltivare il proprio rapporto di coppia; così come imparare a gestire le proprie emozioni. 

Impariamo a comunicare

Uomini e donne hanno una sensibilità diversa e un approccio differente sulle cose ed è proprio questo punto di vista alternativo che può (e deve) dare valore alla coppia. Impuntarsi su chi ha ragione e chi torto non ha senso ed è un inutile spreco di tempo ed energie. 

Sicuramente il dialogo e la comunicazione costante è il punto fermo per affrontare la quotidianità senza farsi prendere dal panico. L’autrice ci insegna a “imparare a litigare”. Sì, perché una discussione costruttiva è alla base di tutto. E un bambino che vedrà i genitori discutere con lealtà (e non con odio) imparerà a fare lo stesso con i suoi compagni in caso di litigio.

Lui non può leggerti nel pensiero. Non ci arriva neppure vicino. 

  La chiave è sempre la chiarezza (sia con i bambini che con il marito). Noi mamme dobbiamo imparare a chiedere esattamente ciò che vogliamo. Non possiamo sempre pretendere che sia l’altro a leggerci nel pensiero. L’autrice ci consiglia, infatti, di cercare di dare sempre una motivazione alla nostra richiesta (con la parola magica “perché”).

Negoziamo come un agente dell’FBI

Jancee Dunn, collaboratrice del New York Times e di Vogue, riprende in questo libro le basi della scienza neurologica. Dobbiamo imparare ad ascoltare attivamente e a contrattare, proprio come i negoziatori dell’FBI. Attraverso esempi pratici, ci consiglia di utilizzare le procedure anti-crisi dell’FBI, partendo dall’ascolto attivo. L’autrice racconta passo per passo tutta l’evoluzione che ha portato a introdurre vari cambiamenti nella sua casa e nel rapporto con il marito. Cambiamenti che possiamo fare nostri sin da oggi.

Come non odiare tuo marito dopo i figli di Jancee Dunn è davvero illuminante ed è una lettura che consiglio a tutti (mamme e papà).

Alessandra Voto© L’angolino di Ale – Riproduzione riservata 

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