18 aprile 2018

I Millennials che fuggono dal frastuono del mondo

Pubblicato in WOR(L)DS LIFESTYLE

I Millennials che fuggono dal frastuono del mondoI Millennials, ovvero la cosiddetta Net Generation o Generazione Y, rappresenta tutti coloro che sono nati tra il 1980 e il 2000. Rispetto alle generazioni passate, i Millennials sono, sotto molti aspetti, più avvantaggiati dei loro genitori o nonni. La tecnologia è ciò che contraddistingue le loro vite. Ma sanno sempre utilizzarla al meglio?

La risposta è no. Spesso abusano di questi mezzi o li utilizzano in modo improprio, non avendo le giuste conoscenze degli strumenti che hanno in mano.

Fuggire dal fastidio costante della tecnologia?

In Cina molti Millennials, bombardati da un mondo troppo Social e iper-connesso, hanno scelto di fuggire da questo stile di vita, rifugiandosi nella spiritualità.

In effetti la tendenza, soprattutto tra i più giovani in tutto il Mondo, è quella del vivere sui Social Network. Fonte di ispirazione, di idee, di nuove amicizie e contatti, ma anche di polemiche continue, insulti e cattiverie gratuite, i canali Social hanno un doppio volto. Proprio quest’arma a doppio taglio può diventare fonte di stress e fastidio costante.

  In un documentario “Summoning the Recluse della regista Ellen Xu, viene raccontata molto bene questa tendenza che va via via diffondendosi tra gruppi di Millennials cinesi. I giovani, per ritrovare la pace, riscoprono l’eremitaggio.

Sentendosi in balia delle onde (elettromagnetiche), ricercano uno stile di vita più semplice e più vicino a quello dei loro antenati, per riappropriarsi dei propri spazi e del contatto con le cose essenziali.

Fin dal periodo scolastico questi ragazzi sono stati abituati ad avere schemi rigidi (in Cina questa “rigidità” è ancora più evidente rispetto ai nostri standard). Crescendo, il rumore della movida, di bar, discoteche e Social Network li ingloba in un circuito ancora più assordante, dandogli la sensazione di perdere “pezzi importanti” di vita.

I Millennials che fuggono dal frastuono del mondo

Pixabay – CC0 Creative Commons

Per esasperazione o per curiosità, affidano il loro bisogno di ritrovare la fede (in se stessi, negli altri…) attraverso questa nuova vita di montagna, così diversa dalla solita routine alla quale sono abituati. Niente tecnologia moderna, niente comodità, niente overplus di stimoli, solo ricerca di contatti veri con persone, animali e cose. 

Anche se (mio parere personale) decidere di stare nelle caverne e non sapere nemmeno dove lavarsi, nel 2018, è un po’ un insulto a secoli di studi volti alla modernizzazione e alla trasformazione profonda (e per la maggior parte, positiva) della nostra società.

  Un’esperienza di questo tipo, però, può essere utile per capire che ci serve davvero poco per stare bene. Aiuta a comprendere il valore del lavoro (e del denaro), mostrandoci che per ottenere qualcosa è necessario il sacrificio giornaliero (insegnamento utilissimo per i Millennials, così sicuri di poter ottenere tutto, subito e con estrema facilità).

Scelte drastiche, dalle quali è comunque possibile prendere esempio

In un’epoca come la nostra, ipertecnologica e dai ritmi sempre più frenetici, intraprendere una scelta così risoluta fa intuire quanto la tecnologia abbia influito anche in maniera negativa sulle persone.

Questo non significa che dobbiamo metterci in spalla un fagotto con poche cose e incamminarci tutti verso il monte più alto per vivere isolati per sempre. Ma la  scelta drastica di questi ragazzi cinesi, forse, ha qualcosa da insegnarci.

  Fuggire non è (quasi) mai una soluzione. Ma confinare la tecnologia (e il frastuono che si porta dietro) a periodo limitati della nostra giornata, può aiutarci a non “perdere la testa”, a non far sì che non diventi un’ossessione.

I protagonisti di questo cortometraggio si isolano lassù, limitando la comunicazione e praticando la spiritualità, attraverso il contatto con la terra. Riavvicinarsi alla natura, non solo quella che ci circonda, ma la propria natura, quella più intima. Quella che dà voce ai propri desideri, alle proprie aspirazioni.

   Non c’è bisogno di andare in capo al mondo, possiamo ricreare la nostra oasi di pace anche a casa. A volte è sufficiente una passeggiata in un parco, in un bosco, sulla sponda tranquilla di un lago… per sostituire il rumore di una notifica sullo smartphone con il cinguettio rilassante degli uccellini. Coltivare la propria essenza e la propria personalità è fondamentale per stare bene. Ma possiamo farlo ovunque, no?

  Cosa ne pensi? Sono curiosa di sapere qual è la tua opinione, lasciami un commento qui sotto!

Alessandra Voto

© L’angolino di Ale – Riproduzione riservata 

Potrebbero interessarti

Seguimi su instagram