16 agosto 2013

Geologia di un padre di Valerio Magrelli

Pubblicato in Recensioni

Oggi voglio parlarti di uno dei cinque romanzi finalisti della 51° edizione del Premio Campiello 2013 . Un romanzo graffiante, un omaggio a colui che genera e dal quale non ci vorremmo mai separare: un padre; raccontato attraverso bozze di “disegni” e “schizzi a matita e carboncino”. Geologia di un padre di Valerio Magrelli è un bel romanzo da avere nella propria libreria.

Geologia di un padre di Valerio Magrelli

Quando una persona cara ci lascia perdiamo le nostre certezze e le difese che prima ci davano sicurezza per affrontare il mondo. Magrelli racconta della morte del padre ma lo fa in modo diverso, senza piangersi addosso e senza troppi giri di parole. 

La malattia, la morte ci mettono sempre davanti a qualcosa di irreversibile, di definitivo, di immutabile, ed è questo che ci spaventa maggiormente. Nonostante un umano senso di smarrimento, l’autore ci racconta aneddoti di vita con dolcezza e sensibilità.

  L’autore descrive la figura del padre contrapposta a quella del figlio. Un padre lavoratore, forte e debole al tempo stesso, a tratti instabile. Una figura che risulta perfetta nella sua umana imperfezione. Dall’altra parte un figlio che deve lavorare su sé stesso per poter crescere ma che nonostante tutto rimarrà per sempre indissolubilmente legato al padre con un filo invisibile.

Magrelli cerca di “guardarsi allo specchio” e di leggere in quell’immagine qualche somiglianza con il padre. Cerca anche di rovesciare la prospettiva: è vero che lui ha perso il padre, ma è anche vero che suo padre ha perso un figlio. Questo modo di riflettere è davvero interessante, in quanto spesso in tali circostanze, difficilmente ci mettiamo “dall’altra parte”; quando invece questo modo di vedere le cose da un’altra prospettiva non può far altro che aiutarci.

Il figlio come un filo che deve entrare nella cruna della propria crescita. Il padre come un filo che va sfilato

Tra le righe Magrelli sottolinea il desiderio di conoscere meglio suo padre e questo desiderio si trasforma in studio: si scava in profondità, esattamente come i rilevamenti di un geologo, analizza ogni centimetro di pelle per valutarne alterazioni o modifiche e per cogliere ciò che a volte l’abitudine fa sparire dalla nostra vista. Questo percorso nasce dall’esigenza di sentirlo più vicino.

Geologia di un padre di Valerio MagrelliOltre a raccontare i vizi e le virtù del padre, Valerio Magrelli si domanda cosa diventeremo dopo la morte e fornisce alcune simpatiche alternative.

 Emerge anche un forte desiderio di riscoperta delle origini del padre (le quali rappresentano naturalmente anche le origini dello scrittore) ed è così che Pofi, un piccolo paesino della Ciociaria, diventa il centro del mondo, sebbene poi l’autore per varie ragioni ne verrà respinto.

La lettura di questo saggio può sembrare a prima vista impegnativa per l’argomento trattato, ma già dalle prime pagine emerge invece un testo brillante e a tratti tragicomico. L’autore cerca di trovare degli escamotage per esorcizzare la paura dell’ignoto, del distacco, dell’addio e ci riesce egregiamente.

Il testo si presenta sotto forma di brevi appunti, scorci di una memoria lunga una vita: i capitoli infatti sono 83, proprio come gli anni vissuti dall’anziano padre dell’autore. Magrelli fa una carrellata di Geologia di un padre di Valerio Magrellitutti gli eventi importanti, banali, seri, comici o indimenticabili della vita di suo padre. Allo stesso tempo si interroga sulla morte ed il suo significato. Un ricordo può essere legato ad un caffè, ad una noiosa vacanza in famiglia oppure a due tiri al pallone della domenica pomeriggio.

  Questo libro rappresenta un viaggio che, così come la vita, ha un inizio ed una fine: la vita autentica, quella da ricordare è proprio fatta di storie narrate e tramandate.

  Per quanto si cerchi di domare e di comprendere le nostre emozioni, in queste occasioni diventa davvero impossibile controllarle. Magrelli con questo suo romanzo probabilmente vuole comunicarci proprio questo: piangiamo pure tutte le lacrime necessarie, ma facciamo in modo che tutti i ricordi (alcuni dei quali sbiaditi ed altri indimenticabili) possano ancora regalarci un sorriso, aperto, sincero e senza paure.

  Drammatico e commovente al tempo stesso, il testo è ricco di spunti di riflessione: la morte in fin dei conti è solo il termine della vita; rappresenta la nostra scadenza (“consumare preferibilmente entro il….“) e ci auguriamo di essere tutti “a lunga conservazione“!

Alessandra Voto© L’angolino di Ale – Riproduzione riservata 

  1. Little Miss Book ha detto:

    Penso che con un titolo simile sia uscito una storia breve raccolta in Scena padre. Sempre Einaudi. Infatti, ritrovo molti elementi.

  2. luna ha detto:

    I libri che parlano dei padri mi commuovono sempre.
    Sarà perchè il mio lo adoro e non riesco a dirglielo.
    Luna

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