6 marzo 2015

La carezza leggera delle primule di Patrizia Emilitri

Pubblicato in Recensioni

 

L’aria è gelida, a ricordare che l’inverno non è ancora finito. Un cielo plumbeo incornicia i pensieri di Claudia. Il sole sarebbe stato fuori luogo, nel giorno del funerale di sua madre. Qualcosa di insolito accade quel pomeriggio stesso, quando Claudia riceve una strana busta accompagnata dalla lettera di una sconosciuta. La donna le affida un manoscritto inedito, una storia straordinaria di cui la ragazza, aspirante scrittrice, potrà servirsi per arrivare al successo. Clorinda è ricoverata in una casa di riposo. Ormai la sua vita è quasi tutta alle spalle. Ma lei nasconde un segreto che è arrivato il momento di svelare. Una vicenda che ha radici molto lontane, nel giorno in cui Clorinda ha sfidato il proprio destino, scampando alla morte. Per farlo, si è servita di un vecchio quaderno di ricette appartenuto a una donna accusata di stregoneria, e ha attirato su di sé una terribile condanna.

 

Le lacrime di Claudia per la morte improvvisa della madre annebbiano tutto: la sua vista, i suoi obiettivi, il suo futuro. Basterà una busta per farle accantonare, anche solo per un attimo, quel senso di sbandamento. Inizialmente Claudia è titubante, pensa che si tratti di uno sbaglio. In realtà nei giorni successivi arriveranno a casa sua altre buste. Anonime. Senza un apparente motivo. All’interno di esse Claudia troverà dei fogli sui quali è scritta una storia; la storia di una donna vissuta secoli prima. Ciascuna spedizione rappresenta una sorta di capitolo e Claudia, aspirante scrittrice, non potrà che appassionarsi ad essa, lasciando fuori da quei fascicoli tutto il suo dolore causato dalla recente perdita. Questo manoscritto riuscirà a far riemergere i desideri di Claudia, diventata ormai apatica ed inconcludente nella vita di tutti i giorni.

La sua storia si alterna con quella di Linda, una anziana scontrosa e prepotente ormai destinata ai suoi ultimi giorni di vita nel letto di una casa di riposo. L’intreccio tra le vite di queste due donne darà vita ad un romanzo che si lascia leggere senza troppi impedimenti. Il voler scoprire quale sia il legame che le unisce farà sì che la lettura diventi persino troppo breve.

Sentivo il tempo sfuggirmi tra le mani senza futuro, senza prospettiva, senza nessun bisogno di me

L’autrice, Patrizia Emilitri, ha saputo costruire una vicenda affascinante, arrivando a catturare il lettore attraverso un racconto lineare e dal ritmo incalzante. Troppe coincidenze, troppe circostanze ricorrenti inducono la protagonista, Claudia, a leggere incessantemente quelle pagine contenenti una vita intera. Ma la vita di chi? Chi è veramente la protagonista di questa storia? E perché l’autore di quelle pagine non si rivela a Claudia, preferendo rimanere nascosto?

La bellezza traspare da chi ce l’ha. Non la bellezza dei lineamenti, ma quella dell’anima, l’unica che conti nella vita. La bellezza della giovinezza passa così in fretta che solo lo specchio ne mantiene il ricordo, ma la bellezza dell’anima, quella resta per sempre

I personaggi non sono esattamente quelli dei quali in genere ci si innamora. Entrambe le donne sono piuttosto fredde, severe con sé stesse e con gli altri, presuntuose, rapite esclusivamente dalle loro ambizioni. Tuttavia i segreti ed i misteri racchiusi nel cuore di ciascuna, rendono la lettura incalzante. La voglia di liberarsi dal fardello del passato porterà i personaggi a svolgere un profondo lavoro sulla propria anima, lasciando andare quel senso di nostalgia e di inquietudine che velano il reale significato delle cose.

I ricordi vanno conservati ma, talvolta, ritrovandosi davanti ad un bivio, l’esigenza di prendere coraggiosamente in mano il proprio destino è di fondamentale importanza per salvarsi, infrangendo così le regole che quel destino sembra aver scritto per noi.

La carezza leggera delle primule di Patrizia Emilitri è una storia dalla trama affascinante, che si legge in un soffio.

Qualcuno sostiene che il passato non si deve dimenticare, ma io credo invece che si debba dimenticare ciò che ci ha fatto soffrire. Si pensa che gli errori del passato possano servire alle nuove generazioni…L’esperienza, la memoria storica…scemenze. Ogni generazione si faccia la sua, di memoria e la sotterri con lei. Ogni generazione si arrangi a costruire il suo presente.

Alessandra Voto© L’angolino di Ale – Riproduzione riservata 

  1. newwhitebear scrive:

    Letto con interesse il tuo post, che non sbaglia un colpo. Sempre interessante e obiettivo ma il romanzo della Emilitri mi lascia indifferente, nel senso che non ha suscitato in me nessuno stimolo a correre in libreria.
    Felice domenica

  2. tramedipensieri scrive:

    Ci vuole tempo per sotterrare il passato…e poi mica scompare del tutto.
    Il corpo magari…ma l’anima si sa aleggia nei momenti più impensati!
    Bella recensione
    Grazie per la segnalazione

    Grazie
    .marta

  3. mairitombako scrive:

    bel post cara… leggo con interesse tutto che ci proponi..grz
    serena serata

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