21 novembre 2016

Gli anni belli di Marco Proietti Mancini

La storia di un amore a Roma tra le due guerre

Pubblicato in Recensioni

Il periodo tra le due grandi guerre mondiali è stato per l’Italia un intervallo molto particolare, fatto di fallimenti e riprese che hanno totalmente modificato il contesto politico, culturale e psicologico del nostro Paese. Benedetto, il protagonista de Gli anni belli di Marco Proietti Mancini, incarna in sé questo cambiamento.

Mentre il fascismo imperversa la nazione, Benedetto si innamora di Elena (figlia del suo padrone di casa). Ma proprio in quel periodo, il ragazzo riceve la cartolina per la chiamata al servizio militare. Elena è molto giovane e, per lei, vivere quel distacco sarà difficile. 

Gli anni belli di Marco Proietti Mancini

Sono anni intensi, faticosi, problematici ma anche belli. Belli per quel sentimento semplice e genuino dell’amore adolescenziale; belli per la spensieratezza del provare a trovare nuove vie d’uscita; belli per quelle radici vere ed indissolubili delle tradizioni paesane. Momenti incancellabili di una storia che di lì a poco avrebbe rivoluzionato nuovamente ogni scenario ma che rappresentano pezzi di vita del nostro passato.

Per Benedetto tutto sembra essere legato ad una cartolina ed al tempo: la prima che avrà il potere di portarlo lontano ed il secondo che comanda su tutto e tutti. 

Gli uomini danno dei nomi al tempo, provano a definirlo cercando di controllarlo, di regolarlo secondo quella che è la loro volontà. Poi scoprono che è il tempo a comandare su di loro, trasformandoli totalmente in un solo istante, o lasciando tutto identico e immutabile per decenni.

Questo romanzo ci mette di fronte alla paura dell’allontanamento e dell’ignoto; del non sapere che cosa si troverà al ritorno da un viaggio o un’esperienza nuova. L’autore disegna quegli attimi eterni dell’amore adolescenziale fatto di baci intensi, braccia appoggiate sulle spalle, timori e promesse che a volte durano una vita intera.

Quanto tempo passa tra il decidere cosa è giusto e cosa è sbagliato? Quanto tempo è necessario per capire dentro se stessi cosa si vuole, cosa si deve fare per vivere la propria vita come si vuole viverla? […] Cosa comporterà la tua decisione, per chi ami, per le persone a cui tieni?

Roma fa da cornice alle vicende e, attraverso descrizioni attente e minuziose, diventa una città quasi magica, ricca di meraviglie nascoste che si trasformano nel simbolo solenne di eternità.

La natura, invece, mantiene sempre le sue promesse, come quella che Benedetto aveva letto nel cielo di avere un tramonto bellissimo , e infatti verso Roma il cielo sembrava colare di sangue che scende giù dagli stracci di nuvole, mentre la luce del sole rosse scende verso l’orizzonte.

L’andamento della narrazione sembra seguire il processo emotivo di Benedetto, risultando talvolta monocorde, senza particolari sprint che possano fornire una scossa al racconto. Il ritmo è piuttosto lento, come quella processione della domenica delle Palme nella quale Benedetto riscopre le bellezze del suo paese ed il piacere di un piatto di polenta con i suoi.

Non esistono i grandi progetti nella vita , ma solo le piccole scelte , le decisioni minime, che però si sommano, una dopo l’altra, che si modificano e si cambiano, si adattano al peso del destino […]. L’unico grande progetto è la vita stessa, che va costruita giorno dopo giorno, senza perdere di vista i propri sogni e i propri obiettivi ma facendosi capaci di cambiare la strada per arrivarci, passo dopo passo, senza intestardirsi a fare a tutti i costi una strada che magari non esiste più […]

L’autore è generoso, non si risparmia in termini di ricchezza di aggettivi, un tripudio di parole e descrizioni scrupolose che infittiscono il romanzo caricandolo di aspettative ed emozioni. Tempi lenti, tempi lunghi che segnano piano piano una svolta. 

Ma il destino offre sempre dei risvolti inaspettati e, proprio quando tutto sembra essere ancorato al passato, ecco che arriva qualcuno a proiettarci verso un futuro, incerto, ma corroborante.

Nella vita si cambia, niente rimane uguale. A volte cambiano le città, gli scenari, le persone che ci accompagnano. A volte ci si illude che un istante possa durare per sempre.

La vita non è sempre giusta, anzi, non lo è quasi mai. Quante ultime volte si vivono, senza sapere che di quella cosa non ne avremo più? Perché se lo sapessimo, potremmo, di quell’ultima volta, godere con una intensità e una passione ancora superiore rispetto a tutte le volte precedenti, invece di farla scorrere via, indifferenti come fosse solo un momento tra i tanti.

Prendere consapevolezza di un cambiamento è il primo passo verso la crescita personale. Benedetto lo capirà con il tempo, lasciandosi alle spalle i rimpianti e le paure. Benedetto ha modo di intraprendere nuove esperienze che lo renderanno finalmente libero di decidere per se stesso.

Quali sono gli anni belli? Quelli che precedono la guerra? Il periodo che la segue? O quegli attimi quotidiani che Benedetto dovrà imparare ad apprezzare?

Gli anni belli di Marco Proietti Mancini ci orienta verso la riscoperta del tempo della felicità, di quell’attimo presente che ci regala tanto, se lo si sa cogliere; per imparare a godersi le avventure della quotidianità, senza lasciarsi vincolare dai regimi, esterni ed imposti oppure quelli intimi ed interni al nostro cuore.

Alessandra Voto© L’angolino di Ale – Riproduzione riservata 

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